lunedì 31 marzo 2008
giovedì 20 marzo 2008
Ho sempre avuto gravi problemi di discalculia. Sono certo che da lì derivano la mia difficoltà nell'apprendimento della matematica e la mia avversione per i numeri. Questa condizione é sicuramente correlata alla mia pigrizia: fisica, mentale, esistenziale. Ho fatto il liceo linguistico apposta per evitare il più possibile la matematica. Nonostante questo sono stato rimandato per ben tre anni di fila. Ho fatto l'educatore sociale prima e il negoziante di dischi poi per finire nel commerciale siderurgico, con tutti i prezzi, i listini, i piani di taglio dei nastri e i calcoli che ho dovuto imparare a fare per questo lavoro. Penso a quella canzone di Venditti che dice: "la matematica non sarà mai il mio mestiere". Destino beffardo il mio...
"Solo i migliori fanno progressi, gli artisti fanno capolavori".
- Frase scritta su una bustina di zucchero.
"C'è un futuro luminoso per tutti voi bugiardi di professione".
- Elvis Costello, "How To Be Dumb".
"Devi sempre servire qualcuno".- Bob Dylan, "You Gotta Serve Somebody".
"Ti usano per i loro fottuti progetti sei solo il loro strumento per raggiungere il potere
Schiavo del sistema
Ti usano e poi non conti più niente
Le loro promesse non vengono mai mantenute quello per cui hai votato diventa soltanto uno stupido sogno
Schiavo del sistema
Inutile pedinaaaa
Paghi per qualcosa che non hai mai voluto paghi per il loro potere paghi per la loro gloria
Schiavo del sistema
Tu per loro non conterai mai niente
Schiavo del sistemaaaaa!!!".
- Wretched, "Schaivo Del Sistema"
"Solo i migliori fanno progressi, gli artisti fanno capolavori".
- Frase scritta su una bustina di zucchero.
"C'è un futuro luminoso per tutti voi bugiardi di professione".
- Elvis Costello, "How To Be Dumb".
"Devi sempre servire qualcuno".- Bob Dylan, "You Gotta Serve Somebody".
"Ti usano per i loro fottuti progetti sei solo il loro strumento per raggiungere il potere
Schiavo del sistema
Ti usano e poi non conti più niente
Le loro promesse non vengono mai mantenute quello per cui hai votato diventa soltanto uno stupido sogno
Schiavo del sistema
Inutile pedinaaaa
Paghi per qualcosa che non hai mai voluto paghi per il loro potere paghi per la loro gloria
Schiavo del sistema
Tu per loro non conterai mai niente
Schiavo del sistemaaaaa!!!".
- Wretched, "Schaivo Del Sistema"
martedì 18 marzo 2008



Ieri mattina avevo appuntamento a Varedo con un cliente. Sono partito da casa alle 8.15 e sono arrivato a destinazione alle 10.45. Credo di aver stabilito un record mondiale: 2 ore e mezza per fare 12 km!!!
Incidente in zona Niguarda. Traffico sconvolto per ore. Viale Marche, Lunigiana ed Enrico Fermi a passo d’uomo, per lunghi tratti completamente fermi. La gente che incomincia a sclerare: chi scende dalla macchina rassegnato, chi prende a pugni il clacson, chi si manda a fare in culo senza un motivo se non per il solo fatto di essere/esistere e quindi di darsi fastidio reciprocamente.
Io ce la metto tutta tirando fuori le mie scorte di autocontrollo. Ma è dura. Provo con Radio Popolare ma le notizie catastrofiche su Kosovo, Cina ed economia italiana mi fanno scazzare ancora di più. Fumarsi una sigaretta col finestrino giù in coda dietro a un tir non é molto salutare. Scelgo allora la terapia d’urto: metto su Nobody’s Watching, il live dei Pernice Brothers e lo sparo a fuoco per vedere cosa succede.
Incidente in zona Niguarda. Traffico sconvolto per ore. Viale Marche, Lunigiana ed Enrico Fermi a passo d’uomo, per lunghi tratti completamente fermi. La gente che incomincia a sclerare: chi scende dalla macchina rassegnato, chi prende a pugni il clacson, chi si manda a fare in culo senza un motivo se non per il solo fatto di essere/esistere e quindi di darsi fastidio reciprocamente.
Io ce la metto tutta tirando fuori le mie scorte di autocontrollo. Ma è dura. Provo con Radio Popolare ma le notizie catastrofiche su Kosovo, Cina ed economia italiana mi fanno scazzare ancora di più. Fumarsi una sigaretta col finestrino giù in coda dietro a un tir non é molto salutare. Scelgo allora la terapia d’urto: metto su Nobody’s Watching, il live dei Pernice Brothers e lo sparo a fuoco per vedere cosa succede.
Una mossa azzeccata.
Intono il mio singalong personale su ogni pezzo noncurante dell'opinione altrui, di chi mi passa a fianco e mi vede impugnare il cellulare come un microfono oppure picchiare sul volante come se fosse il rullante di una batteria. Come d’incanto cambia la mia visone della situazione. Incomincio a fare finta di essere il protagonista di un videoclip dei Pernice Brothers. La storia di uno pagato per vendere lamiera ma che in realtà é perennemente in balia delle melodie che invadono e pervadono la sua testa. Guidato dalle voci dell’ispirazione. Sempre. Anche nelle situazioni meno indicate alla fruizione della musica.
È da un po’ che voglio rendere omaggio a Joe Pernice.
Joe Pernice è un grande. Pochi contemporanei sanno scrivere canzoni come lui. Pop nell’accezione più nobile del termine. Qualcuno potrebbe dirmi giustamente: “ma i fratelli Gallagher, Robert Pollard, Stephen Merritt e i Teenage Fanclub dove li metti?”. Ok ragazzi, ma sono un’altra cosa...
Il nome di Joe Pernice può stare tranquillamente insieme a quelli sopracitati senza sfigurare assolutamente. Anzi.
Forse lui è sempre stato uno poco appariscente sia a livello fisico e che mediatico. Non si è mai vestito da mod all’inizio degli anni ’90, non è rientrato appieno nell’hype slacker, non è mai stato gay e non ha mai avuto un Nick Hornby qualunque che citasse un suo pezzo in una playlist.
Però, mi ripeto, è un grande artigiano del Pop. Un po’ Morrissey, un po’ Wilson e un po’ Harrison.
Soprattutto MOLTO se stesso.
Ho letto anche il suo libro su Meat Is Murder. Ho apprezzato molto il suo modo di trattare l’argomento, senza la spocchia del critico musicale, relazionando le sue esperienze d’ascolto del disco con i suoi effetti in età adolescenziale e i risvolti che questo ha avuto nel proseguo della sua vita. Leggendo il libro si è creata subito nella mia testa la sceneggiatura del filmino che nessuno girerà mai. 1985: una scuola cattolica di Boston, umiliazioni nell’ora di ginnastica, le prime sigarette, gli attacchi d’asma, le prime infatuazioni e una cassetta con sopra registrato Meat Is Murder.
Tra l’altro Meat Is Murder è il disco che ho ascoltato di più in questi ultimi mesi…sì, lo so: ci sono i muggiti delle mucche al macello ma quello che fa Johnny Marr con la chitarra è pazzesco. Nessuno come lui. Unico. Come Joe Pernice quando fa la cover di Talk Of The Town dei Pretenders.
P.S. La prossima volta che mi capita una merda del genere spero di avere con me Reign In Blood degli Slayer.
giovedì 20 dicembre 2007
Il Corriere Della Sera - che giornale di merda.
Prima pagina.
Cultura: Jonathan Frazen: "Perché detesto Roth" (chissenefrega?)Pubblicità: Il nuovo libro di Bruno Vespa "L'amore e il potere - da Rachele a Veronica, un secolo di storia italiana" (A proposito sta per uscire anche il mio libro: "Ars politica, ars fellatio - un secolo di pompini in parlamento da Cicciolina a Margherita Boniver").
Pagina 2 e 3: Putin é l'uomo dell'anno per il Time! (cristo santo...).
E poi in basso: arrestata la trionfatrice dello zecchino d'oro 1969; é accusata di sfruttamento della prostituzione e spaccio di stupefacenti (grandioso).
Tutto questo e altro ancora mentre il sesto operaio morto nell'incendio della Thyssen (26 anni...) é un solo un piccolo trafiletto a pag. 26 dopo il flirt Bruni-Sarkozy e la pornoprof di Pordenone che vuole tornare in cattedra. Solo una settimana fa la foto del primo operaio caduto era in prima pagina poi, col passare dei giorni, gli altri cinque che lo hanno seguito sono passati gradualmente da pag 3 a pag. 26...
giornalisti di merda.
Siete la causa del collasso culturale di questo paese.
Prima pagina.
Cultura: Jonathan Frazen: "Perché detesto Roth" (chissenefrega?)Pubblicità: Il nuovo libro di Bruno Vespa "L'amore e il potere - da Rachele a Veronica, un secolo di storia italiana" (A proposito sta per uscire anche il mio libro: "Ars politica, ars fellatio - un secolo di pompini in parlamento da Cicciolina a Margherita Boniver").
Pagina 2 e 3: Putin é l'uomo dell'anno per il Time! (cristo santo...).
E poi in basso: arrestata la trionfatrice dello zecchino d'oro 1969; é accusata di sfruttamento della prostituzione e spaccio di stupefacenti (grandioso).
Tutto questo e altro ancora mentre il sesto operaio morto nell'incendio della Thyssen (26 anni...) é un solo un piccolo trafiletto a pag. 26 dopo il flirt Bruni-Sarkozy e la pornoprof di Pordenone che vuole tornare in cattedra. Solo una settimana fa la foto del primo operaio caduto era in prima pagina poi, col passare dei giorni, gli altri cinque che lo hanno seguito sono passati gradualmente da pag 3 a pag. 26...
giornalisti di merda.
Siete la causa del collasso culturale di questo paese.
lunedì 10 dicembre 2007
La serata di ieri é stata un incubo...é dura stare per due ore sopra un palco davanti a una sala semivuota. C'é mancata la grinta, quella che solitamente ci fa decollare...ma in un contesto del genere é davvero dura tirarla fuori.
Abbiamo suonato più di una decina di volte quest'anno. Un anno fa ci avremmo riso su solo se avessimo provato a immaginarlo. Questo conta. I progressi fatti, l'amalgama del suono e del gruppo, i momenti comici, le cappellate, la nostra grande ingenuità che poi é stata la nostra forza. Tutto questo rimarrà. Il problema é che con questo tipo di progetto, queste situazioni e soprattutto in questa provincia del cazzo é difficile pensare di poter fare di più.
Abbiamo suonato più di una decina di volte quest'anno. Un anno fa ci avremmo riso su solo se avessimo provato a immaginarlo. Questo conta. I progressi fatti, l'amalgama del suono e del gruppo, i momenti comici, le cappellate, la nostra grande ingenuità che poi é stata la nostra forza. Tutto questo rimarrà. Il problema é che con questo tipo di progetto, queste situazioni e soprattutto in questa provincia del cazzo é difficile pensare di poter fare di più.
venerdì 7 dicembre 2007
Un talento che ho capito di avere a 34 anni é sicuramente la capacità di scendere a compromessi. Se non l'avessi molto probabilmente non farei questo lavoro. Intendiamoci, tutti noi dobbiamo sopportare quotidianamente l'idiozia generalizzata che ci circonda ma quando sei costretto a doverci passare insieme 9 ore su 9 quasi tutti i giorni vuol dire che hai qualcosa in più della proverbiale santa pazienza. Mi riferisco alla mia collega, una delle persone più ignoranti che io abbia mai conosciuto in vita mia. Altri attributi che ben s'attagliano alla sua descrizione sono: maleducata, arrogante, scortese, vuota (e qui mi fermo per non cadere nello scurrile). Circa tre giorni su cinque a settimana ho a che fare con questa ragazza per nove ore di seguito - pausa pranzo compresa. Una trentenne in carriera tutta lavoro, casa, chiesa, palestra, aperitivo. Livello culturale sotto terra ma non tanto per via del suo diploma di segretaria d'azienda quanto piuttosto per la sua ignavia, il suo opportunismo, la sua
falsità. Una che non fa mai nulla (neanche cambiare la carta igenica nel cesso) senza avere un minimo rendiconto personale. Una di quelle che se c'é poca carta igenica finisce per lei quanto le serve senza sostituire il rotolo finito e poi va dalla signora che sta alla reception a comunicarle che la carta é finita con quel tono del cazzo come a dire: "hai visto? la carta é finita! stiamo attenti su!". Le mani per fare le ha pure lei ma é un commerciale, non si é mai visto un commerciale che si occupa della gestione della carta da culo. Credetemi, sono testimone dell'episodio portato ad esempio.
Sul lavoro é una faina. Vende se stessa prima del ferro. Lecchina col capo, capa con quelli che crede inferiori. Una che quando passa in macchina da Pontida ti indica tutta sorridente il piazzale dove il Bossi tiene i comizi. Una che la sua massima aspirazione é sposarsi tra un anno, fare numero uno figli, comprarsi un divano da tremila euro e farsi una bella crociera in Grecia come viaggio di nozze. Una che considera stressante fare shopping al sabato pomeriggio per Lecco. Una che ogni mattina appena svegliata prima di entrare in bagno chiede alla mamma se lo scaldino elettrico é già in funzione. Una che dice sempre "tra virgolette" (esempio: "io sono di Lecco tra virgolette"). Una che ride solo alle battute dei capi. Che crede che in questo semestre si é venduto poco perché al governo c'é Prodi. Che quando muore un operaio in acciaieria sono cose che capitano. Una che ha la risata più sguaiata, forzata e artefatta della storia. Potrei continuare ancora ma svierei dal punto.
Il punto é che sono convinto che esiste un'altra parte di me che fa da filtro. Ne sono sicuro. Un altro Filippo che fa da mediatore e da pacere quando Filippo incomincia a diventare paonazzo e gli viene la tipica faccia da guerra alla Full Metal Jacket. Spesso Filippo vorrebbe svitare il cranio della suddetta e defecarci dentro ma l'altro Filippo fa il democristo della situa e gli dice: "ma cosa fai...lascia perdere...non ne vale la pena".
Non si smette mai di conoscersi...é proprio vero.
La cosa divertente é che io ho appena scritto tutte queste cose con lei presente davanti a me a mezzo metro!
falsità. Una che non fa mai nulla (neanche cambiare la carta igenica nel cesso) senza avere un minimo rendiconto personale. Una di quelle che se c'é poca carta igenica finisce per lei quanto le serve senza sostituire il rotolo finito e poi va dalla signora che sta alla reception a comunicarle che la carta é finita con quel tono del cazzo come a dire: "hai visto? la carta é finita! stiamo attenti su!". Le mani per fare le ha pure lei ma é un commerciale, non si é mai visto un commerciale che si occupa della gestione della carta da culo. Credetemi, sono testimone dell'episodio portato ad esempio.
Sul lavoro é una faina. Vende se stessa prima del ferro. Lecchina col capo, capa con quelli che crede inferiori. Una che quando passa in macchina da Pontida ti indica tutta sorridente il piazzale dove il Bossi tiene i comizi. Una che la sua massima aspirazione é sposarsi tra un anno, fare numero uno figli, comprarsi un divano da tremila euro e farsi una bella crociera in Grecia come viaggio di nozze. Una che considera stressante fare shopping al sabato pomeriggio per Lecco. Una che ogni mattina appena svegliata prima di entrare in bagno chiede alla mamma se lo scaldino elettrico é già in funzione. Una che dice sempre "tra virgolette" (esempio: "io sono di Lecco tra virgolette"). Una che ride solo alle battute dei capi. Che crede che in questo semestre si é venduto poco perché al governo c'é Prodi. Che quando muore un operaio in acciaieria sono cose che capitano. Una che ha la risata più sguaiata, forzata e artefatta della storia. Potrei continuare ancora ma svierei dal punto.
Il punto é che sono convinto che esiste un'altra parte di me che fa da filtro. Ne sono sicuro. Un altro Filippo che fa da mediatore e da pacere quando Filippo incomincia a diventare paonazzo e gli viene la tipica faccia da guerra alla Full Metal Jacket. Spesso Filippo vorrebbe svitare il cranio della suddetta e defecarci dentro ma l'altro Filippo fa il democristo della situa e gli dice: "ma cosa fai...lascia perdere...non ne vale la pena".
Non si smette mai di conoscersi...é proprio vero.
La cosa divertente é che io ho appena scritto tutte queste cose con lei presente davanti a me a mezzo metro!
lunedì 3 dicembre 2007
giovedì 29 novembre 2007

Ieri sera Carla Bozulich al Garage...
30 persone, una grande performance. Dal punto di vista ambientale forse addirittura meglio di quella genovese dello scorso anno. Un'artista che non si risparmia mai. Un fascino magnetico. Carla é la sua voce, angelicamente terrestre. Si possono scrivere/dire migliaia di stronzate su tematiche quali artista/performance/sangue/merda/folk apocalittico, ecc. ma in questo caso, credetemi, é davvero inutile. Nulla può descrivere l'intensità di un concerto come quello a cui ho avuto la fortuna di assistere ieri sera. Si torna a casa con il fischio delle emozioni urlate e sussurrate nelle orecchie, negli occhi, nella pelle, nel cervello.
Commozione ed eccitazione.
Una dolcezza infinita.
Commozione ed eccitazione.
Una dolcezza infinita.
venerdì 23 novembre 2007
Ieri sera John Doe alla casa139. Bell'atmosfera, bel concerto. C'era anche Don Calo che é venuto a trovarmi. Da segnalare una cover elettrica di A Case Of You di Joni Mitchell. Naturalmente ha fatto pure White Girl. Leggenda.
Frase della settimana:
"Jimmy Page é un vecchio di merda".
(Calo commentando la copertina di Mojo)
Frase della settimana:
"Jimmy Page é un vecchio di merda".
(Calo commentando la copertina di Mojo)
lunedì 19 novembre 2007
NEARCO 2002Un vino della madonna! Non m'era capitato prima di spendere 22.50€ per una bottiglia. Ma ho avuto la fortuna di assaggiarlo in un supermercato e non ho potuto resistere.Un vino di grande impatto. Morbido, potente, fruttato. Merlot, Cabernet e Syrah invecchiati insieme in carati di rovere per 18 mesi. Il retrogusto che rimane è una goduria duratura.
Quando Montalcino non vuol dire solo brunello.

Ieri pomeriggio siamo andati alla triennale per vedere David Lynch: The Air Is On Fire. Dipinti, fotografie, disegni, corti, esperimenti sonori pescati dall'archivio dello studio del regista dagli anni del liceo e fino ad oggi. La mostra é carina. Se siete fans di Lynch ne uscirete soddisfatti. C'é tutto quello che vi aspettate: cupe visioni, fantasmi adolescenziali come anche (e soprattutto) il suo sense of humor irriverente. Proprio in riferimento a quest'ultimo vi consiglio caldamente di procurarvi in qualche modo la serie DUMBLAND: 8 corti di animazione di cui non ero nemmeno a conoscenza. Ragazzi, é T-O-T-A-L-E.
Non saprei come descrivere questa roba ma se dovessi farvi un parallelo con lamusica vi direi Butthole Surfers. Ci siamo capiti?
Non saprei come descrivere questa roba ma se dovessi farvi un parallelo con lamusica vi direi Butthole Surfers. Ci siamo capiti?
"Dumbland" è una serie cruda, stupida, violenta, assurda. Se è divertente, lo è perché riconosciamo l'assurdità di tutto quanto".
(David Lynch)
(David Lynch)
venerdì 16 novembre 2007
giovedì 15 novembre 2007
Se in qualsiasi ora del giorno vi capita di passare in macchina sulla strada statale 11 sappiate che vi aspettano le code più lunghe della provincia di Milano. Ho girato in lungo e in largo durante gli ultimi due mesi ma una rottura di coglioni come quella di ieri mattina non m'era mai capitata prima. Per andare da Corbetta a Bollate c'ho messo un'ora e venti!!! E pensare che sono solo 26 km...Bisogna attraversare Vittuone, Bareggio e Cornaredo. Il che non sarebbe questa grande impresa se non fosse per l'andatura a passo d'uomo in stampelle che si é obbligati a tenere. Una vera e propria merda, roba al cui confronto i semafori di Monza sono una passeggiata defatigante. Vi do un consiglio: non fate gli alternativi, se dovete andare da Milano a Novara prendete l'autostrada ed evitate le statali. Tanto di paesaggi romantici da vedere non ce ne sono. Solo pianura padana e cantieri a cielo aperto. Stanno rifacendo la viabilità con nuovi passanti e svincoli autostradali da Inveruno a Santo Stefano Ticino.
Rischiate di fondervi il cervello voi prima del vostro tom tom.
Bene, una volta tanto forse questo blog funzionerà da servizio pubblico.
Ma ora passiamo all'invettiva.
La cittadina di Corbetta.
Una caruccia località.
Prima di me ci sono passati i romani, i longobardi, i Visconti, gli Sforza, gli spagnoli, ecc. I problemi sono due: la viabilità comunale e, a quanto pare, una parte considerevole dei suoi 15.520 abitanti. Ieri mi trovavo da quelle parti per visitare un cliente e ho girato come un disperato senza meta per quasi mezz'ora tra sensi unici, strade chiuse e zone a traffico limitato.
La voce del navigatore satellitare stava per mandarmi a fare in culo come di fatto mi c'hanno mandato le tre persone a cui ho chiesto informazioni che m'hanno indicato tre strade diverse nessuna delle quali m'ha portato a destinazione (!). Per non parlare poi della stronza al volante che ti clacsona da dietro appena può perché magari stai andando ai 30 all'ora e sei in difficoltà. Cosa avranno da correre poi? Sei in un centro abitato in mezzo a delle casette in strade strettissime: non puoi schiacciare a fuoco come se fossi in grand theft auto san andreas! A tutto ciò s'aggiunge anche il grande stile con cui una delle sue aziende più rappresentative accoglie i propri fornitori. Non faccio nomi perché tanto non interessano a nessuno. Ma prendo questa azienda come modello della stronzaggine padana. L'altro ieri ho fissato appuntamento con la responsabile acquisti (che tra l'altro la fa sempre cadere dall'alto come se fosse una segretaria di stato) e ieri mi sono presentato alla reception dove ho aspettato cinque minuti prima che qualcuno si degnasse di cagarmi. Poi ho aspettato altri dieci minuti prima che la signora mi facesse sapere, tramite la segretaria, che purtroppo non avrebbe potuto ricevermi perché troppo impegnata. Ora il punto é, come direbbe Renzo Arbore: F.F.S.S.- cioè che mi hai portato a fare sopra Posillipo se non mi vuoi più bene? Ho perso tutta la mattinata per parlare con sta signora (la chiamo così ora ma vi garantisco che ieri in macchina gli epiteti erano altri). La benzina la rimborsa la mia azienda certo, ma il tempo prezioso e il mio esaurimento nervoso quelli chi me li rimborsa? Forse questa signora era troppo impegnata a capitalizzare / impreditorializzare, forse perché era al telefono con la Brambilla e non aveva tempo da perdere in chiacchere con un venditore di tappeti come il sottoscritto o forse perché stava copulando con l'amministarore delegato. Ogni ragione é valida e giustificata. Quello che non si giustifica é la maleducazione, la totale mancanza di rispetto per chi come lei era lì per fare il suo lavoro. Bastava che fosse scesa un attimo a stringere la mano e a scusarsi di persona che io sarei andato via tranquillo come Fonzie. Certa gente non sa proprio stare a tavola. Io non sono un venditore di aspirapolveri (magari un giorno farò anche quello - chi può dire), vendo materia prima, proprio quella di cui si servono le aziende come quella per lavorare, per far sì che il proprietario e i suoi dirigenti cicisbei si comprino il suv e la villa. Non sto facendo un discorso classista. Dico solo che coi soldi puoi comprare quasi tutto, ma non lo stile. Non tutti sono uguali - per carità e grazie a dio - ma in questo paese c'é una percentuale troppo alta di gente fenomena che si crede manager con il diploma di segretaria d'azienda e detentrice dell'unico know-how imprenditoriale.
Gente che in realtà é in balia del mercato come tutti (del ferro come quello del lavoro) e si riempie la bocca di parolacce come "carriera", "successo" e "record di vendite". Questa gente non mi fa pena. Neanche la loro ingenuità. Del resto siamo in un paese dove la gente ha più paura dei lavavetri ai semafori che degli arrampicatoi sociali come Fiorani...
Comunque, é già la seconda volta che vado lì a vuoto (l'altra volta ero senza appuntamento) e mi sa tanto che se tutto va bene in quell'azienda e in quella città non ci andrò più. Spero soltanto che un domani la signora abbia difficoltà nel trovare del materiale e che mi chieda un'offerta.
Allora sarò io a fargliela cadere dall'alto.
Pisciandole in testa magari.
Rischiate di fondervi il cervello voi prima del vostro tom tom.
Bene, una volta tanto forse questo blog funzionerà da servizio pubblico.
Ma ora passiamo all'invettiva.
La cittadina di Corbetta.
Una caruccia località.
Prima di me ci sono passati i romani, i longobardi, i Visconti, gli Sforza, gli spagnoli, ecc. I problemi sono due: la viabilità comunale e, a quanto pare, una parte considerevole dei suoi 15.520 abitanti. Ieri mi trovavo da quelle parti per visitare un cliente e ho girato come un disperato senza meta per quasi mezz'ora tra sensi unici, strade chiuse e zone a traffico limitato.
La voce del navigatore satellitare stava per mandarmi a fare in culo come di fatto mi c'hanno mandato le tre persone a cui ho chiesto informazioni che m'hanno indicato tre strade diverse nessuna delle quali m'ha portato a destinazione (!). Per non parlare poi della stronza al volante che ti clacsona da dietro appena può perché magari stai andando ai 30 all'ora e sei in difficoltà. Cosa avranno da correre poi? Sei in un centro abitato in mezzo a delle casette in strade strettissime: non puoi schiacciare a fuoco come se fossi in grand theft auto san andreas! A tutto ciò s'aggiunge anche il grande stile con cui una delle sue aziende più rappresentative accoglie i propri fornitori. Non faccio nomi perché tanto non interessano a nessuno. Ma prendo questa azienda come modello della stronzaggine padana. L'altro ieri ho fissato appuntamento con la responsabile acquisti (che tra l'altro la fa sempre cadere dall'alto come se fosse una segretaria di stato) e ieri mi sono presentato alla reception dove ho aspettato cinque minuti prima che qualcuno si degnasse di cagarmi. Poi ho aspettato altri dieci minuti prima che la signora mi facesse sapere, tramite la segretaria, che purtroppo non avrebbe potuto ricevermi perché troppo impegnata. Ora il punto é, come direbbe Renzo Arbore: F.F.S.S.- cioè che mi hai portato a fare sopra Posillipo se non mi vuoi più bene? Ho perso tutta la mattinata per parlare con sta signora (la chiamo così ora ma vi garantisco che ieri in macchina gli epiteti erano altri). La benzina la rimborsa la mia azienda certo, ma il tempo prezioso e il mio esaurimento nervoso quelli chi me li rimborsa? Forse questa signora era troppo impegnata a capitalizzare / impreditorializzare, forse perché era al telefono con la Brambilla e non aveva tempo da perdere in chiacchere con un venditore di tappeti come il sottoscritto o forse perché stava copulando con l'amministarore delegato. Ogni ragione é valida e giustificata. Quello che non si giustifica é la maleducazione, la totale mancanza di rispetto per chi come lei era lì per fare il suo lavoro. Bastava che fosse scesa un attimo a stringere la mano e a scusarsi di persona che io sarei andato via tranquillo come Fonzie. Certa gente non sa proprio stare a tavola. Io non sono un venditore di aspirapolveri (magari un giorno farò anche quello - chi può dire), vendo materia prima, proprio quella di cui si servono le aziende come quella per lavorare, per far sì che il proprietario e i suoi dirigenti cicisbei si comprino il suv e la villa. Non sto facendo un discorso classista. Dico solo che coi soldi puoi comprare quasi tutto, ma non lo stile. Non tutti sono uguali - per carità e grazie a dio - ma in questo paese c'é una percentuale troppo alta di gente fenomena che si crede manager con il diploma di segretaria d'azienda e detentrice dell'unico know-how imprenditoriale.
Gente che in realtà é in balia del mercato come tutti (del ferro come quello del lavoro) e si riempie la bocca di parolacce come "carriera", "successo" e "record di vendite". Questa gente non mi fa pena. Neanche la loro ingenuità. Del resto siamo in un paese dove la gente ha più paura dei lavavetri ai semafori che degli arrampicatoi sociali come Fiorani...
Comunque, é già la seconda volta che vado lì a vuoto (l'altra volta ero senza appuntamento) e mi sa tanto che se tutto va bene in quell'azienda e in quella città non ci andrò più. Spero soltanto che un domani la signora abbia difficoltà nel trovare del materiale e che mi chieda un'offerta.
Allora sarò io a fargliela cadere dall'alto.
Pisciandole in testa magari.
lunedì 12 novembre 2007
mercoledì 3 ottobre 2007

Nel 1966 Jan Berry si schianta con la sua Chevrolet Stingray contro un camion parcheggiato in una strada laterale di Beverly Hills; destino beffardo e ironico, visto che si tratta di un incidente molto simile a quello raccontato in questo singolo irresistibile. Una cavalcata surf con cori in crescendo fino al climax. I suoni delle sgommate e del crash sono nella storia della musica pop del 900. Jan uscì dal coma per miracolo ma rimase paralizzato fino al 2004, anno in cui ha imboccò per sempre la sua "dead man's curve".
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Grande serata. Bell'atmosfera. Gruppi all'altezza della situazione. I Ganzi spaccano ma la presenza scenica del cantante dei Barbieri é davvero notevole. Ho comprato una maschera da luchador degna di Rey Misteryo. Era da tempo che non mi prendevo più una sbronza così...ne avevo proprio bisogno.